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Diario
26 ottobre 2005
contratto
Lo strumento del contratto di schiavitù ha nobili origini letterarie
cosa ne pensaTe di questa bozza Miss Christine?
umilmente, Vs. schiavo
Dichiarazione Consensuale di sottomissione
Io stefano, libero da ogni condizionamento e in piena volontà, desidero dichiarare e testimoniare essere frutto del mio consenso e volontà, per quanto superficialmente possa apparire ad altri come conseguenza di una forzatura o abuso, la relazione con la mia Unica Signora e Padrona.
Dichiaro inoltre che, sin dall'inizio, sono stato pienamente conscio della natura di sottomissione della relazione e di averla espressamente desiderata con volontà e chiara, non ambigua, espressione di desiderio e consenso, nonostante quanto possa apparire in superficie. Desidero fortemente essere soggiogato ed appartenere totalmente ed incondizionatamente alla mia Unica Signora e Padrona. E' mio pieno desiderio essere parte di una relazione che sia sostanzialmente diseguale nella suddivisione dei compiti e del potere. Io solo ho deciso di vivere in questo modo. Il mio unico desiderio è non avere il controllo di me stesso e sentirmi posseduto ed usato in modo totale ed incondizionato. Questa è una scelta e affermo essere mio diritto scegliere questo stile di vita e relazione che si concretizza appagandomi nella mia totale e completa sottomissione.
E' mio intento creare un irrevocabile trasferimento di proprietà, potere e autorità di me stesso alla mia Signora e Padrona, in modo totale assoluto ed incondizionato. E' mio desiderio che questo documento sia interpretato come strumento di trasferimento di detto potere e autorità al di fuori di me, verso di Lei. La imploro ferventemente di accettarmi per costringermi, dominarmi controllarmi e addestrarmi per la Sua totale soddisfazione personale e, se necessario, usare la forza e la tortura per obbligarmi all'obbedienza.
Desidero con entusiasmo, e senza limiti di consenso, qualunque forma di contatto fisico nella relazione. Questo consenso si estende anche ad ogni qual volta io non sia "dell'umore" o addirittura ribelle e combattivo. Quando raggiungerò l'obiettivo di essere costretto e dominato, potrò ben urlare, rantolare e lamentarmi delle mie amate costrizioni, ma per certo sarà quando sarò maggiormente soddisfatto. Dichiaro esplicitamente che quando pronuncerò le parole "no" o "basta" vorrò in effetti che i miei tormenti continuino. Questa vuol essere la prova che è stato speso un precedente consenso e che nulla mi vanga fatto da Lei sia o debba apparire un abuso.
In qualità di addestratrice concedo alla mia Padrona, pieno permesso di punirmi fisicamente e mentalmente come Ella ritenga più adatto. E' mio desiderio che Ella modifichi il mio comportamento e mi costringa ad essere conforme alla Sua definizione di buon comportamento. Accetto il fatto che debba di volta in volta essere necessario legarmi e limitarmi.
Questa mia scelta presuppone da un lato il ripudio delle conquiste di libertà degli essere umani, delle false concezioni di uguaglianza tra i medesimi e dell'abolizione della schiavitù; dall'altro, la piena condivisione di quelle concezioni filosofiche che nei secoli (dallo "schiavo per natura" di Aristotele al "Superuomo" Nietzche), seppure con argomentazioni parzialmente differenti, hanno di volta in volta giustificato l'esistenza della schiavitù e il dominio dell'Uomo Superiore sull' "uomo" inferiore.
Questo consenso è valido per sempre.
Contratto di schiavitù
Tra:
Padrona ….
e stefano (schiavo)
io, stefano, nato a Biella il 17/8/73, d'ora in poi riferito come "schiavo", mi sottometto, di mia propria volontà, alla mia Signora e Padrona e accetto i seguenti termini e condizioni come definiti nel presente contratto di schiavitù.
comprendo pienamente che, per la durata del contratto, cioè per l'intera mia esistenza, io sono una schiavo di proprietà della Padrona e dichiaro di essere del tutto conscio delle possibili conseguenze di questa situazione
accetto la completa e immediata obbedienza a qualunque comando datomi dalla Padrona.
accetto e mai rifiuterò alcuna costrizione (es. tipo, luogo, durata, mezzi, ecc..). Inoltre, comprendo che il termine "mezzo di costrizione" include qualunque cosa la Padrona, a Sua discrezione, voglia intendere come tale.
accetto e mi sottometto a qualunque punizione o disciplina che la Padrona ritenga adatta. Ciò può includere, senza esserne limite: frustate, torture, costrizioni prolungate, essere costretto a dormire per terra incatenato o legato, l'assegnazione e lo svolgimenti di compiti punitivi e umiliazioni. Io comprendo che mi è concesso di implorare la libertà dalle costrizioni, o un trattamento pietoso, mentre vengo punito o istruito ma la mia libertà e/o trattamento è SEMPRE a discrezione della Padrona senza condizionamenti delle mie suppliche.
comprendo che la mia degradante condizione servile implica necessariamente che la mia "persona" sia, per tutta la Sua misera esistenza, a completa disposizione della Padrona che potrà usarmi come crede. Frustarmi, torturarmi, impormi qualunque tipo di umiliazione, abusare di me sessualmente nel modo che riterrà più soddisfacente, usarmi per i servizi più umili nei modi più degradanti anche in presenza di altre persone, usarmi come merce di scambio, farmi possedere da altri dove, come e quando vorrà, ecc. In quanto schiavo, potrò essere esibito, prestato, regalato, venduto ad altre persone che potranno utilizzarmi come meglio credono e sul mio corpo servile potranno essere costituiti diritti di usufrutto in favore di chiunque.
la Padrona potrà ignorarmi anche per lungo tempo ed io dovrò rimanere in silenzio, incatenato, finchè la Padrona lo desiderà.
non avrò diritto ad alcuna privacy, essendo una cosa di proprietà della Padrona.
dovrò vivere nell'abitazione della mia Padrona ove da Ella richiesto.
accetto di tenere sempre avere un comportamento umile e rispettoso in presenza della Padrona. Nel particolare dovrò tenere sempre gli occhi bassi, chiamare sempre "Padrona" la mia proprietaria, ringraziare alla fine di ogni punizione, essere sollecito ad eseguire gli ordini, prevenire i desideri della Padrona. Lo schiavo starà in linea di massima in piedi pronto ad essere usato come: sedia, cuscino, tappeto, leccapiedi, scendiletto, zerbino, attaccapanni, verme, cane, pony, asino, bestia da soma, candelabro, posacenere, sputacchiera, soprammobile, tavolo, comodino, servo, cameriere, sguattero, maggiordomo, autista, facchino, lustrascarpe, leccasuole, massaggiatore, "cenerentolo", paggio, giullare, poeta, scriba, "dama" o "damo" di compagnia, schiavo col ventaglio o portaombrello, zimbello della Padrona.
ogni volta che la Padrona entrerà nella camera dello schiavo questi dovrà precipitarsi a baciare i piedi della Padrona. Lo stesso dovrà fare spontaneamente dopo ogni punizione.
allo schiavo non è permesso commettere errori nell’esecuzione degli ordini della Padrona. Ogni errore sarà considerato come una grave offesa verso la Padrona e come tale, comporterà severa punizione.
la quantità e l’intensità delle torture inflitte allo schiavo sarà esclusivamente a discrezione della Padrona. Tentennamenti o gemiti fastidiosi porteranno al raddoppio della pena.
nella Sua infinita bontà la Padrona potrà lasciar scegliere allo schiavo il numero dei colpi da ricevere, fermo restando che qualora detto numero, ad insindacabile giudizio della Padrona fosse giudicato troppo basso, si procederà al raddoppio degli stessi.
derisioni e insulti saranno ricambiati da umili ringraziamenti da parte dello schiavo. Le sofferenze degli schiavi sono fonte di divertimento per i padroni e pertanto gli schiavi sono consapevoli che, essendo degli oggetti, la loro funzione è solo quella di procurare piacere ai padroni.
lo schiavo svolgerà servizio di pubblico orinatoio per la Padrona e amiche della Padrona. Non sono ammessi tentennamenti e la Sua bocca dovrà essere estremamente ricettiva.
poiché la Padrona deve affaticarsi il meno possibile potrà essere richiesto allo schiavo di autopunirsi nel modo e con l’intensità che la Padrona reputerà più opportuno.
allo schiavo non è riconosciuto alcun diritto. Mai e per nessun motivo. Sono ammesse in via eccezionale umili suppliche solo se finalizzate ad ottenere maggiori punizioni.
la Padrona sarà sola giudice su eventuali infrazioni a questo contratto, e la sola a determinare il grado di punizione per le infrazioni.
senza ulteriore consenso dello schiavo, la Padrona è autorizzata a trattenere o liberare, negare o garantire qualunque cosa allo schiavo.
io comprendo che, in qualità di schiavo, non ho nessun diritto di revoca e che la disobbedienza in ogni forma condurrà a dolorose punizioni fisiche o mentali. Inoltre io libero la Padrona da ogni presente passata o futura responsabilità legata o risultata dal presente contratto.
io quindi accetto, apponendo la mia firma, questo Contratto di Schiavitù e mi concedo liberamente e totalmente alla Padrona per sempre.
In fede: .............................
Con la sua firma, lo schiavo conferma che ha letto, compreso, e accettato le regole del Contratto.
Città............. , Data...............
Firma della Padrona per accettazione e presa d’atto: _______________________________
Con la sua firma, conferma che ha letto, compreso e accettato la proprietà, il potere e il controllo sul sottomesso secondo le regole del Contratto.
Città......................, Data...............................
| inviato da il 26/10/2005 alle 22:33 | |
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